MEGAESOFAGO
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MEGAESOFAGO

Il megaesofago è una dilatazione generalizzata del corpo dell’esofago, associata ad una peristalsi scarsa o assente ed è stato descritto come un disturbo congenito (idiopatico) o acquisito (idiopatico o secondario).

I processi sottostanti che provocano megaesofago sono più frequentemente: miastenia gravis, polineuropatie, avvelenamento da piombo, polimiopatie, il timoma, l’ipoadrenocorticismo, disautonomia, e l’ipotiroidismo. Un tempo il megaesofago idiopatico dell’adulto venne definito come acalasia esofagea, perché si pensava che la fisiopatologia fosse correlata ad un mancato rilassamento dello sfintere esofageo inferiore.
Questa ipotesi è stata smentita ma comunque la precisa eziologia del megaesofago primario resta sconosciuta. E’ stato dimostrato che in alcuni casi lo sfintere esofageo inferiore e quello superiore rispondono in modo normale alla deglutizione, ma presentano invece una reazione ridotta o assente agli stimoli extraluminali. Alcuni studi suggeriscono che il problema sottostante dei cani affetti da megaesofago idiopatico possa risiedere nell’innervazione vagale afferente dell’esofago.
Il segno clinico più comune è il rigurgito; normalmente l’appetito è conservato, a meno che non insorga una polmonite ab ingestis. Lo ptialismo o la perdita di peso possono essere segni facilmente riscontrabili.
A livello diagnostico, oltre un’anamnesi accurata, delle radiografie toraciche (magari con mezzo di contrasto) possono essere determinanti. Anche l’endoscopia può essere d’aiuto.
La terapia prevede di risolvere la patologia sottostante, quando possibile. Ad esempio i pazienti affetti da miastenia gravis reagiscono bene alla somministrazione di immunosoppressori e anticolinesterasici. Non esistono cure definitive per il megaesofago congenito o acquisito e pertanto i pazienti devono essere trattati con cure di supporto.
La dieta deve essere composta da cibi di alta qualità, liquidi o comunque ammorbiditi, somministrati in pasti piccoli e frequenti, possibilmente tenendo il cane in posizione verticale o ponendo la ciotola in posti rialzati, per favorire il transito del cibo lungo l’esofago.
La prognosi è sempre riservata. Alcuni animali giovani possono recuperare la funzionalità dell’esofago con la crescita; negli adulti invece la prognosi è sfavorevole.